Ana Aragão: un racconto del futuro

di Ana Aragão

 

UN RACCONTO DEL FUTURO
La vita in un tornado

Siamo arrivati all’anno 2050 (Dopo Cristo) e il suolo del pianeta Terra è diventato invivibile perché il tempo è cambiato in un ciclo schizofrenico delirante. Nessun periodo più prevedibile potrebbe aiutare la sopravvivenza dell’umanità e della vita stessa nel suo insieme. Il calore insopportabile e la mancanza permanente di pioggia per innumerevoli decenni hanno causato una grave siccità e danni irreparabili e quindi la superficie del Pianeta è stata presto coperta da infinite crepe e crateri, rendendo il suolo grigio e inutile.
Le immagini del pianeta Terra catturate dallo spazio fino agli anni 30 del XXI secolo mostravano un bel punto blu sospeso nello spazio, che galleggiava senza meta nel vuoto dell’eternità. Quelle romantiche visioni sono ormai antichità, vecchi ricordi con-servati nel nostro archivio mentale. Il terzo pianeta contando dal Sole era una volta il centro dell’Universo per l’umanità, ora è stato ridotto a una semplice palla di gelato gialla. I punti blu corrispondevano ai numerosi oceani e laghi, alcuni dei quali pieni di rocce di ghiaccio. Ognuna di queste rocce di ghiaccio rivelava un enorme iceberg, così la terra in sezione ricordava un gigantesco gelato flambé.

Io urlo, tu urli, tutti noi urliamo per il gelato

Come nel film di Jim Jarmush Down by Law, le persone che vivono nel cosiddetto “tornado” sono prigionieri involontari di un ascensore in rovina che ha smesso di funzionare alcuni anni fa. La verità è che il sistema capitalista è crollato 40 anni fa, così le persone che vivono in condizioni peggiori, al livello inferiore della struttura, non hanno alcuna possibilità di raggiungere la parte superiore della città, la cosiddetta “CUPOLA“. Il capitalismo ha raggiunto il suo limite assoluto e la popolazione svantaggiata, che supera quella privilegiata in una proporzione di 1000:1, è rimasta bloccata nella base della struttura. Vivono in celle estremamente piccole, obsolete, buie e vecchie. Non escono quasi mai dalle loro anguste celle, dove a volte è difficile anche solo alzarsi. Le condizioni di vita sono incompatibili con la dignità umana. Attraverso quella baraccopoli verticale passa l’immensa quantità di tubature con i detriti/rifiuti che provengono dalla gente, che vive incurante nella cupola, totalmente ignara della realtà sottostante. Come nel film Brazil di Terry Gilliam, l’intricato sistema di tubature a volte esplode, infestando tutto con un odore malefico e insopportabile.

Oh oh oh oh / Congratulazioni hai un bellissimo futuro

La vita nella CUPOLA è così luminosa … La muzak (musica commerciale di facile ascolto e poco impegnativa diffusa come sottofondo in vari ambienti) riecheggia in tutto lo spazio, le case hanno recinzioni bianche, gli edifici per uffici sono cosiddetti “verdi”. Il futuro è radioso e di successo, come è inciso nel “Panorama” – una grande striscia fosforescente che si muove costantemente intorno alla CUPOLA – in modo che gli abitanti non sono in grado di vedere il reale ambiente arido e invece leggono ininterrottamente messaggi positivi in loop perpetuo.
Pochissime persone sanno effettivamente cosa succede sotto la CUPOLA, e quelle che lo sanno, nascondono la verità. Il problema di nascondere la verità è che nessuno sa con certezza chi si nasconde e chi è innocente. Forse lo sanno tutti … In ogni caso, vivono totalmente distaccati dalla fragilità e dall’instabilità del loro posizionamento. La struttura può, e forse crollerà.

Avete costruito le vostre torri forti e alte, a volte devono cadere.

Le persone nella CUPOLA vivono senza preoccuparsi del futuro, in un paradiso senza fine. Anche le persone nella base, ma per una ragione diversa: non hanno alcun futuro. All’interno della cupola l’aria è ad una temperatura permanente di 21º Celsius ed è invariabilmente condizionata, perché fuori l’aria è quasi irrespirabile. 21ºC è la temperatura giusta, non troppo calda e non troppo fredda, poiché le sensazioni estreme sono sempre sconsigliate perché possono intaccare l’armonia della vita quotidiana. Di notte, la cupola oscurata assomiglia a un cielo, con stelle gialle equamente distribuite, per cui non diventa mai completamente buio. L’alba e il tramonto sono arcaismi. La città alta è quasi autosufficiente e solo in casi di estrema necessità si usano i veicoli volanti (il cui progettista era un fan dei disegni di Frank Lloyd Wright), che collegano le città-fungo sparse sul territorio.

Un recente evento inaspettato ha scosso dolcemente la vita nella CUPOLA. Una crepa è apparsa, dal giorno alla notte, nel cielo artificiale. Ma come è possibile una crepa nel cielo? Attraverso quella crepa è entrata una strana luce arancione che ha dipinto tutto con un’atmosfera malata. Che cosa può essere, si chiedevano incuriositi tutti i cittadini. La gente usciva dalle case grandi e vuote, inquieta, con una paura indistinta. Il problema doveva essere risolto e l’armonia doveva essere ripristinata. Il giorno dopo le campane suonarono come sempre alle 7, il momento esatto in cui la notte si trasformava in giorno. Il problema era stato risolto, ma nessuno sapeva da chi. E improvvisamente la striscia “Panorama” cominciò a girare come ogni giorno, ma mostrando un messaggio diverso: c’è una crepa in ogni cosa, è così che entra la luce.

FINE

Ana Aragão

FBIG – LK

Ana Aragão
Ana Aragão

in breve
Ana Aragão – bio

Laureata come architetto presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Porto (2009). Alcuni dei suoi progetti includono la partecipazione al Padiglione Italia (Biennale di Venezia 2021), selezionato da Luerzer’s Archive come uno dei “200 Best Illustrators Worldwilde”(2014). Alcune delle sue mostre personali sono “FUTURE FRAMES” (Porto 2016), “Vertical Reclamation of Individual Spaces” (Orient Foundation Macau 2018), “S.M.L.X.L” (Sociedade Nacional de Belas Artes Lisboa 2019), “Galeria X” (Porto University 2020), “No Plan for Japan” (Orient Museum Lisbon 2021/22).

Original version

by Ana Aragão

 

A FUTURE TALE
Life in a Tornado

We have reached the year 2050 (after Christ) and the soil of Planet Earth has become unlivable because the weather changed into a schizophrenic delirious cycle. No more predictable periods could help the survival of mankind and life itself as a whole. The unbearable heat and the permanent lack of rain for uncountable decades have caused a severe drought and irreparable harms and therefore the surface of the Planet was soon covered with infinite cracks and craters, rendering the soil grey and useless.
The images from Planet Earth captured from space until the 30’s of the XXI century showed a beautiful blue dot suspended in space, floating aimlessly in the void of eternity. Those romantic visions are now antiquities, ancient memories kept in our mental archive. The 3rd Planet counting from the Sun was once the centre of the Universe for mankind, it has now been reduced to a mere jealous yellow ball. The blue dots corresponded to the many oceans and lakes, some of them filled with ice rocks. Each one of those ice rocks revealed a huge iceberg, so the earth in section reminded of a giant flambé ice-cream.

I scream, you scream, we all scream for Ice Cream

Like in the movie by Jim Jarmush Down by Law, people who live in the so called “tornado” are involuntary prisoners of a ruined elevator that stopped working some years ago. The truth is that the capitalist system has crashed 40 years ago, so people who live in worse conditions, on the bottom level of the structure, have no chance of reaching the upper part of the city, the so called “DOME”. Capitalism has reached its absolute limit and the underprivileged population, that overcomes the privileged one in a proportion of 1000:1, got stuck in the basis of the structure. They live in extremely mall cells that are obsolete, dark and old. They hardly ever leave their narrow cells, where sometimes it is even tough to simply stand up. Life conditions are inconsistent with human dignity. Through that vertical slum passes the immense amount of plumbing with the detritus/waste that comes from the people who live unconcernedly in the DOME, totally unaware of the reality below. Like in the movie Brazil from Terry Gilliam, the intricate system of plumbing sometimes explodes, infests everything with an evil-smelling and unbearable odor.

Oh oh oh oh / Congratulations You’ve got a beautiful future

Life in the DOME is so bright… Muzak echoes around the whole space, the houses have white fences, the office buildings are so-called “green”. The future is radiant and successful, as it is engraved in “Panorama”- a big phosphorescent stripe moving constantly around the DOME- so that the inhabitants are unable to see the real arid surroundings and instead they uninterruptedly read positive messages in perpetual loop. Very few people actually know what happens underneath the DOME, and the ones who know, hide the truth. The problem of hiding the truth is that nobody knows for certain who is hiding and who is innocent. Maybe everybody knows… Either way, they live totally aloof from the fragility and instability of their positioning. The structure can, and perhaps will, fall down.

You built your towers strong and tall, they have to fall sometimes.

People in the DOME live unworried about the future, in a never-ending paradise. People in the basis too, but for a different reason: they have no future at all. Inside of the cupola the air is at a permanent temperature of 21º Celsius and is invariably conditioned, because outside the air is almost unbreathable. 21º is the right temperature, not too hot and not too cold, as extreme feelings are always discouraged because they can and will affect the harmony of everyday life. At night, the darkened DOME resembles a sky, with equally distributed yellow starlights, so it never becomes fully dark. The dawn and the sunset are archaisms. The upper city is almost self-sufficient and only in cases of extreme need people use the flying vehicles (who’s designer was a fan of Frank Lloyd Wright’s drawings), that connect the mushroom cities spread throughout the territory.

A recent unexpected event smoothly shook the life in the DOME. A crack appeared, from day to night, in the artificial sky. But how is a crack in the sky possible? Through that crack entered a strange orange light that painted everything with an ill atmosphere. What could that be?, every citizen asked intrigued. People came out of the big and empty houses, unquiet, with indistinct fear. The problem had to be solved and harmony had to be restored. On the next day the bells rang at 7 o’clock as usual, the exact moment when night turned into day. The problem was fixed but no one knew by whom. And suddenly the ”Panorama” stripe started to turn like everyday, but showing a different message: there is a crack in everything, that’s how the light gets in.

THE END

Ana Aragão

FBIG – LK

Ana Aragão
Ana Aragão

in breve
Ana Aragão – bio

Graduated as an architect from the Faculty of Architecture of the Porto University (2009). Some of her projects include the participation in the Italian Pavillion (Venice Bienal 2021), selected by Luerzer’s Archive as one of the “200 Best Illustrators Worldwilde”(2014). Some of her solo exhibitions are “FUTURE FRAMES” (Porto 2016), “Vertical Reclamation of Individual Spaces” (Orient Foundation Macau 2018), “S.M.L.X.L” (Sociedade Nacional de Belas Artes Lisboa 2019), “Galeria X” (Porto University 2020), “No Plan for Japan” (Orient Museum Lisbon 2021/22).