Nan Goldin – This Will Not End Well in Pirelli HangarBicocca
di Giorgia Santambrogio
Pirelli HangarBicocca presenta
Nan Goldin
This Will Not End Well
11.10.2025 – 15.02.2026
Mostra in Corso – NAVATE
Dall’11 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026, Pirelli HangarBicocca presenta This Will Not End Well, la prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker. La mostra riunisce il più ampio corpus di slideshow mai esposto, includendo due lavori recenti presentati per la prima volta in Europa e una nuova installazione sonora commissionata per l’occasione.
Il progetto espositivo prende forma in un sistema di padiglioni ideati dall’architetta Hala Wardé, che traduce ciascuna opera in un ambiente immersivo e autonomo. Queste architetture, concepite come un villaggio, costruiscono un percorso emotivo e narrativo che riflette la poetica stessa di Goldin, sospesa tra vulnerabilità e una sorprendente, ironica vitalità.
Il cuore della retrospettiva raccoglie alcuni dei lavori più emblematici dell’artista: The Ballad of Sexual Dependency, The Other Side, Sisters, Saints, Sibyls, Fire Leap, Memory Lost e Sirens. A Milano, Sisters, Saints, Sibyls trova spazio nel monumentale “Cubo”, in un allestimento che richiama la Chapelle de la Salpêtrière, con la presenza di elementi scultorei e un punto di osservazione sopraelevato.
La mostra presenta inoltre due nuovi slideshow: You Never Did Anything Wrong (2024), meditazione astratta ispirata all’antico mito dell’eclissi, e Stendhal Syndrome (2024), che intreccia i ritratti di amici con immagini di opere museali in un dialogo tra mito e contemporaneità.
L’apertura del percorso è affidata a Bleeding (2025), installazione sonora di Soundwalk Collective realizzata in collaborazione con Goldin: un tessuto di registrazioni ambientali rielaborate in tempo reale, che avvolge lo spazio come un preludio sensoriale al villaggio di slideshow.
Figura cardine della cultura visiva contemporanea, Nan Goldin (Washington D.C., 1953) ha ridefinito l’estetica documentaria dagli anni ’70 in poi, influenzando fotografi, registi, artisti e persino il linguaggio della moda. Dai primi slideshow presentati nei club underground di New York alle opere più recenti, Goldin ha trasformato la forma del diario visivo in un dispositivo cinematografico complesso, capace di fondere intimità, memoria e politica dello sguardo.
This Will Not End Well restituisce la dimensione totale della sua pratica: un archivio vivente che, attraverso architetture, suono e immagini, mette in scena il potere radicale della narrazione visiva.
All’interno della mostra non è consentito fotografare o filmare.
Alcune opere affrontano temi sensibili, tra cui suicidio, uso di sostanze e violenza domestica: vi invitiamo a tenerne conto prima della visita.
L’illuminazione è volutamente ridotta e fa parte dell’esperienza espositiva.






Nan Goldin
Portrait courtesy © Thea Traff
Si ringrazia l’ufficio stampa di Pirelli HangarBicocca per il materiale fotografico.

