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Remo Giombini “PARATA”

COMUNICATO STAMPA

MOSTRA A CURA DI NELLO TEODORI

TESTO CRITICO DI RITA VITALI ROSATI

MUSEO DEL SOMARO / CENTRO ARTE CONTEMPORANEA – Gualdo Tadino, Via Calai 43

11 luglio / 27 settembre 2026


Inaugurazione Sabato 11 luglio 2026 ore 11:00

Sabato 11 Luglio, alle ore 11:00, presso il Museo del Somaro / Centro Arte Contemporanea di Gualdo Tadino, in via Calai 43, si inaugura “PARATA”, mostra personale di Remo Giombini.

La mostra, a cura di Nello Teodori, con un testo critico di Rita Vitali Rosati, è patrocinata dal Comune di Gualdo Tadino e dal Polo Museale di Gualdo Tadino.

Remo Giombini, di Gualdo Tadino, attivo nel campo dell’arte già dagli anni ’80, partendo dalla fotografia, anche di reportage, ha poi rivolto la sua ricerca artistica verso un’immagine fotografica manipolata da stesure pittoriche diluite, dove il bianco e il nero, o il colore di fondo, raccontano una realtà rivisitata e riconcettualizzata.

 

PARATA (gott mit uns) (dio è con noi) …

Per l’artista Remo Giombini in nome di un ipotetico dio ci sono e si combattono tante, troppe guerre. Parata vuol essere una riflessione sugli uomini. L’uomo in guerra combatte contro se stesso, contro la sua stessa carne anche se con una divisa di un altro colore. Con la tecnica del collage Giombini mescola i tratti somatici di soldati dal Novecento ai giorni nostri, occhi, bocche, nasi e uniformi creando “nuovi mostri”: gli occhi di un soldato ucraino e la bocca di uno della prima guerra mondiale, aggiungendo il naso di Putin (ad esempio). “I tiranni di ieri e di oggi, e i soldati costretti ad ubbidire, scrive Giombini, si fondono dando vita ad una dolente parata che trascina tutti noi costringendoci a marciare con loro…”

La Parata di Remo Giombini è un carosello macabro di dolore, di ingiustizie impersonate dai suoi generali di cui ci sfuggono i contorni. I suoi neri sono sfumati, nei pigmenti delle carte ci sono i colori del lutto: un alfabeto di lamenti, con l’intensità, la crudezza e l’asperità di un’ idea come risposta al Male.

Per Rita Vitali Rosati è un esercizio ostico e difficile quello che Giombini, nelle sue intenzioni affida agli “inquilini” della sua Parata, che non è come quello di un plotone d’esecuzione, ma di riflessione, non induce al gioco e alle sue declinazioni, ma è un altolà per fermare il tempo senza inganno e chiamare a rapporto tutta la meraviglia. Sempre imprevedibile e sconcertante e sempre, ma ancora di più, autentica…
Remo Giombini dedica la sua attenzione e la sua cifra stilistica a personaggi grotteschi, statici, ma in perpetuo movimento immaginifico, per scardinare certe posizioni e prendere le distanze da precise tensioni di un particolare periodo storico legate alla tradizione e ad altri movimenti. Come l’Art Brut in Francia e gli spasmi fisici di  Francis Bacon in Inghilterra…

LINK alla Mostra di REMO GIOBINI

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